Intervista a Claudio di Vincenzo di Edizioni Librarsi

Ho letto di Librarsi sul mio feed di Facebook poco prima di Lucca 2017 e mi ha fatto veramente piacere vedere qualcuno buttarsi sui librigioco: ero e sono molto meno appassionato di quel settore rispetto al gioco di ruolo, pur interessandomi molto all’interactive fiction come concetto tout court. Poi è arrivato il Lucca Comics e sono successe cose (o meglio, COSE) come solo il Lucca Comics sa far succedere: prima non trovavo Claudio (volto di Librarsi e qui sotto nostro intervistato); poi lui ha trovato me per sbaglio; infine ci hanno scambiato l’uno per l’altro – e tutt’ora mi chiedo come sia stato possibile.
Insomma, con queste premesse, dovevo sicuramente saperne di più: ed un’intervista era un ottimo modo per farlo!

Storie di Ruolo: «Benvenuto su Storie di Ruolo, Claudio! Da dove è nata l’idea di buttarsi sui librogioco?»

Claudio di Vincenzo: «La domanda vera è perché pubblicare i gamebook? Vedi, quando ero alto un metro e poco più, attendevo ogni Natale e compleanno per ricevere una nuova avventura tutta da leggere. Erano libretti piccoli, maneggevoli, ricchi di immagini e con copertine affascinanti: si chiamavano LibroGame.
G
li anni sono passati, ma il ricordo dei momenti passati a leggere e giocare le mie avventure su carta è rimasto intatto. Quei libri, così emozionanti, sono stati il primo passo verso la mia passione per la lettura. Quella passione che mi ha condotto a Librarsi, alla sua nascita e al costante impegno quotidiano.
Non sono, però, un nostalgico e non sono giunto a questa idea per cavalcare l’onda del revival, bensì perché credo fermamente sia un genere letterario di grande valore, sia ludico che didattico. Il vuoto lasciato da EL dopo aver sospeso la pubblicazione, ha portato le generazioni successive al duemila a ignorarne l’esistenza. Togliere un libro dalla circolazione, secondo logiche puramente di mercato, è un impoverimento del panorama culturale; togliere un intero “genere”, con centinaia di titoli e avventure diverse, è una perdita immane. Dato che questo stop imposto dal mercato è limitato al nostro Paese, mentre nel resto d’Europa la produzione non si è mai fermata, ho pensato che nel mio piccolo potessi fare qualcosa».

SdR: «Ora Terre Leggendarie è un po’ particolare… spiegaci perché!»

Terre Leggendarie (da ora TL) è un’avventura infinita, un open-world su carta, che permette a ogni lettore di vivere la sua personale avventura nelle Terre Leggendarie. Dopo aver consultato un breve e semplice regolamento, si può cominciare la lettura dal paragrafo Uno. Le scelte al termine dei paragrafi condurranno nelle Terre Leggendarie, tra pericoli ed esplorazioni, ricerche di tesori e nemici da sconfiggere.
Durante la lettura, il giocatore avrà anche la possibilità di spostarsi in altri libri della stessa serie, potendo così visitare le terre descritte negli altri volumi e vivendo nuove avventure. Attenzione però, il libro non dimentica: ogni scelta fatta avrà conseguenze su tutta l’avventura!
Dunque, come ho detto all’inizio è un open-world, dove ogni lettore può davvero decidere dove andare e cosa fare. Vi sono missioni principali e missioni secondarie, ma non vi è una missione prestabilita da portare a termine con cui il libro si conclude. Ci si può dedicare all’esplorazione, alla guerra, al commercio o alla navigazione, si può comprare casa in città o cercare rifugi segreti dove nascondere le proprie scorte e ricchezze…».

SdR: «Il paragone è d’obbligo: rispetto a Lupo Solitario come consideri TL

CdV: «Ogni serie ha le sue peculiarità, di trama, svolgimento e regolamento. TL è una serie che si è spinta oltre il gamebook tradizionale. Ha cercato di unire il piacere della lettura e del gioco, ad alcune meccaniche tipiche dei videogame. I volumi interconnessi e la “memoria” del libro sono due elementi che la rendono incredibile. Quando accennavo al “valore” della narrativa interattiva alludevo anche a questo: serve grande abilità per scrivere un librogioco. Immaginate scriverne dodici, per di più interconnessi tra loro!».

SdR: «Oltre al gamebook tradizionale è anche Blood Sword, un… librogioco multiplayer

CdV: «Blood Sword è l’altra serie che abbiamo voluto a tutti i costi! Quando ci siamo chiesti (io e Erika) quali serie cercare di portare in Italia, abbiamo usato tre criteri di valutazione: qualità, novità, identità. Sia TL che Blood Sword (da ora BS) rispondevano ai tre requisiti. Dave Morris e Jamie Thomson sono firme che garantisco qualità di testi e gioco. TL è inedita e BS è stata pubblicata trent’anni fa e riscritta dall’autore solo di recente, quindi vere novità per il mercato italiano. Infine entrambe hanno caratteristiche le rendono diverse dalle altre: TL è open-world, BS multiplayer. Quest’ultima infatti si può giocare in squadra fino a quattro partecipanti. Oppure, per i più esperti, da soli gestendo quattro personaggi diversi».

Erika Visone, mapper di Librarsi, alle prese con una delle mappe dei librogame della casa editrice.

SdR: «Dunque consiglieresti BS a giocatori di GdR?»

CdV: «Mi sento davvero di consigliarlo a tutti! Ai giocatori di librogame, ai giocatori di ruolo e agli appassionati di giochi da tavolo. Blood Sword prende spunto un po’ da tutte e tre le categorie, quindi può davvero piacere ed appassionare tutti. Attenzione però, non è affatto semplice portare a termine l’avventura: nel Labirinto di Krarth anche il giocatore più esperto può lasciarci le penne!».

SdR: «Tuttavia BS non è un GdR… oppure si? Che differenze vedi tra un vostro librogame e un gdr?»

CdV: «Cercare di inserire librogame e GdR in recinti ben separati non è facile… Anche perché sono mondi estesi che spesso valicano i confini tra i generi. Possiamo dire che generalmente il librogame nasce come avventura in solitario, mentre un GdR come avventura condivisa. Eppure abbiamo visto che BS sfonda questa barriera e unisce le due cose, e comunque nulla vieta di leggere un librogame tradizionale “single-player” in compagnia di un amico.
La vera differenza riguarda il “Master”. Nel librogame il Master è rappresentato dal libro e la variabile di conseguenze prestabilita; nel GdR invece è uno dei partecipanti. Detto questo mi viene da dire: leggere Blood Sword è come giocare a un GdR seduti al tavolo con Dave Morris che fa il Master!».

SdR: «A proposito: avete intenzione di pubblicare altre sue opere?»

CdV: «Dipendesse da noi pubblicheremmo l’intera bibliografia di Dave e Jamie! Chiaramente però non è facile fare previsioni, soprattutto in questa fase iniziale. Tutto dipenderà da come andranno le cose con queste due serie. Solo dopo potremo ragionare seriamente su altre serie da tradurre».

SdR: «E per quanto riguarda autori italiani e/o esordienti?»

CdV: «Ci piacerebbe molto pubblicare qualche librogame italiano! E non importa se di esordienti o non, l’importante è che sia di qualità e con una sua identità precisa, riconoscibile, esattamente come le opere di Morris e Thomson».

Una delle illustrazioni di Russ Nicholson per Librarsi.

SdR: «Ora una domanda più tecnica: come vedi il formato digitale per i librigame?»

CdV: «Personalmente amiamo i libri. Ci piace vederli riposti in libreria, poterli sfogliare di tanto in tanto, poterli mostrare agli amici e prestarli. Per adesso ci sentiamo di affermare che i nostri Fantasygame vogliono un posticino sugli scaffali dei nostri lettori accanto alle altre storiche collane di trent’anni fa… però siamo consapevoli che il mercato si sta abituando alle versioni digitali! Dunque non possiamo escludere nulla per il futuro!».

SdR: «E a proposito di futuro, quali titoli vedremo? Dammi pane per i miei denti!»

CdV: «Stiamo selezionando alcuni titoli per il futuro, sia gamebook che romanzi, ma al momento è ancora tutto solo in fase di valutazione. Anche perché con le traduzioni di TL e BS abbiamo lavoro per undici libri complessivi! Detto ciò ammetto che qualcosa in lavorazione c’è, ma è presto per accennare qualsiasi cosa. Tra qualche mese magari diremo di più sbilanciandoci su una data d’uscita».

SdR: «Se noi e i nostri lettori volessimo incontrarvi di persona, a quali fiere vi troveremo?»

CdV: «Sicuramente parteciperemo ad altre fiere. Finora abbiamo fatto Lucca Games 2017 e il Salone della Cultura 2018, ma ci piacerebbe partecipare anche ad altri eventi, ad esempio Play Modena! Tutto sarà periodicamente comunicato sia sul sito che sulla nostra pagina FB».

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