Le Cronache di Catusia: Il Consiglio dei Topi

Recensione Le Cronache di Catusia Mauro Longo Antonio Tombolini Editore

Parte dell’esperienza di coltivare una passione è combattere contro gli ostacoli che ti impediscono di perseguirla. Ma cosa c’entra questo con Le Cronache di Catusia, l’ultimo librogioco di Mauro Longo e primo della collana Dedalo Libri-Game? Non preoccupartevi, ci arriverò tra poco.
Se condividete con me la passione per i Librogame sapete che gli ostacoli sono di svariati tipi. La difficile reperibilità dei volumi è sicuramente la più importante, ma il secondo posto della mia classifica personale lo occupa la difficile opera di conciliazione che serve per giocare un librogame negli spazi che mediamente compongono il mio quotidiano.
Il primo ostacolo, fortunatamente, lo stanno combattendo e vincendo altri al posto mio: le nuove uscite di Edizioni Librarsi, Magazzini Salani ed anche GGStudio. Ero invece solo nella lotta contro il secondo problema – almeno fino ad ora.

Dedalo Libri-Game: Chi c’è dietro?

La collana, interamente digitale, è l’ultima scommessa di Antonio Tombolini Editore, una giovane casa editrice fondata nel 2014 all’interno della azienda StreetLib, ex-Simplicissimus Book Farm (il cambio di nome risale al 2014). La casa editrice nasce prima di tutto come casa editrice digital first, la prima in Italia a credere nella possibilità di vendere libri in digitale in modo sostenibile; la sua direzione è affidata allo scrittore Michele Marzani, ma ogni collana del catalogo è affidata ad un curatore esterno adeguato alla materia. La più famosa collana di Antonio Tombolini Editore, almeno in ambito web e fiction, è quella di Vaporteppa, dietro alla quale c’è il Duca di Baionette Marco Carrara – vi invito a scoprire i loro titoli, sia italiani che tradotti.

Pubblicare un librogame pensato per il digitale significa un cambio di paradigma importante e non solo per gli strumenti a disposizione: anche il pubblico, realisticamente, cambierà ed assieme ad esso le abitudini più basilari del lettore.

Il mio ambiente di gioco per Le Cronache di Catusia
Questa è la mia mattinata tipo. Avete mai provato a tirare dei dadi sulla verde a Milano? Io sì.. e ve lo sconsiglio! ( da Flick Commons )

Le Cronache di Catusia: Veniamo a Noi!

Una storia a bivi per Pendolari

Quello in cui Le Cronache di Catusia eccelle è sfruttare i punti di forza del nuovo formato per dare un’esperienza nuova ed adatta ad un contesto decisamente più dinamico. Partiamo dalle cose assolutamente più banali, come la possibilità di saltare da un paragrafo all’altro con un solo click oppure utilizzare il il menù a scorrimento per recuperare un punto specifico: questo mi ha permesso di completare la mia prima run del titolo con una mano sola, dal momento che l’altra mi serviva per attaccarmi ai supporti della metro.

Ci sono anche accorgimenti più sottili, come ad esempio l’utilizzo di note e bookmark per modificare l’esperienza di gioco in modo Legacy. Su questo punto devo essere onesto, l’aspetto legacy è estremamente limitato e dalle premesse nel preambolo mi aspettavo fosse più incisivo: ho molto apprezzato, tuttavia, la sperimentazione dell’idea e spero che Mauro abbia la possibilità di osare maggiormente nei prossimi suoi titoli della collana come certo, nel volume d’esordio, non poteva fare.

La struttura dei paragrafi invece ricorda molto quella utilizzata da Joe Dever, soprattutto nei suoi titoli più recenti: una serie di bivi e scelte che finiscono per rincongiungersi poco dopo in un punto di snodo spesso obbligato. Ho apprezzato particolarmente la struttura e la brevità di questi “nodi”, perché mi permette di giocarci in viaggio ed interrompermi per qualsiasi motivo senza perdere il filo della mia avventura.

Come faccio senza matite e dadi?!?

Se siete degli appassionati hardcore del genere, probabilmente ve lo state chiedendo fin dall’inizio: Ma non sarà la solita esperienza molto leggera delle prime storie a bivi? Rompo subito gli indugi: NO, anche se non dovete illudervi di avere a che fare con un’esperienza tarata su un gamer incallito.

Il testo fa un blando uso di oggetti o equivalenti, di qualche parola d’ordine ed in generale è abbastanza facile da portare a termine se si è già giocato qualche titolo. C’è, fortunatamente, un contraltare, cioè gli obiettivi a fine libro che permettono di modificare il testo in alcune parti come avevo già accennato: sembra quasi stupido, ma leggerli mi ha dato dei piccoli suggerimenti in cosa ci fosse nelle strade che non avevo percorso e sono stati un’ottima spinta a rigiocarlo un altro paio di volte.

Dove invece l’alea serve, la soluzione è piuttosto elegante e mi auguro diventi lo standard della serie (e rilancio, magari di tutto il genere su Kindle): si guardano i numeri dell’orologio digitale sul proprio dispositivo. Inizialmente avevo l’idea che una scelta simile fosse tremenda a meno di non essere correttamente ambientata in un qualcosa come un reboot di Time Machine, ma mi sono dovuto ricredere: parliamo di un’elemento che è in ogni caso fortemente integrato con l’interfaccia del nostro dispositivo, per cui ti sembrerà solo naturale poterlo consultare.

In questa avventura.. il Gatto sei tu!

Il tuo nome è Zampalesta Scarmiglione della Malapena, detto l’Acchiappatopi Rosso. Sei un esperto avventuriero e un fidato agente di Sua Maestà Rexfelis, sovrano della città di Catusia e dei gatti della Foresta delle Orme.

Le Cronache di Catusia è un grande tributo a molte opere di animazione per i piccoli e non, come Robin Hood della Disney ed il Gatto con gli Stivali di Shrek – e non a caso praticamente tutti gli elementi descrittivi di questo personaggio, ma anche il suo atteggiamento e modo di comportarsi, sono un’enorme strizzata d’occhio a questi due personaggi iconici.

Zampalesta Scarmiglione della Malapena Storie di Ruolo Le Cronache di Catusia Gatto con Gli Stivali Robin Hood
Due dei personaggi che ho sentito vicini al protagonista del libro-game, Zampalesta Scarmiglione della Malapena.

Aspettatevi dunque una storia di cappa e spada che incarna le sue tematiche più classiche sotto una patina abbastanza comica ed a tratti carnevalesca. Non mancano nemmeno i bivi che finiscono per essere vere e proprie scelte tematiche e morali, ricalcando i tropes del genere. Forse una delle pecche della storia, a mio parere largamente compensato dall’esecuzione della prosa e dalla struttura funzionale, è l’aderenza quasi canonica a questi clichés che rendono un paio di colpi di scena abbastanza prevedibili.

In ultimo, una nota sul combattimento: in una storia di cappa e spada non potevano mancarne di spettacolari e senza dadi e scheda del personaggio bisogna pensarli in modo non convenzionale. Ne risultano una serie di scontri colpo su colpo che sono abbastanza avvincenti e mi hanno ricordato il feeling di quelli della serie Ninja – di cui probabilmente vi parlerò durante l’estate.

Il Consiglio dei Topi: lo consiglio?

Come avrete capito, sono rimasto soddisfatto dall’opera: era, in termini di praticità e di giocabilità, esattamente quello che mi serviva per inserire i librigame nella mia routine mattutina senza rischiare di sbagliare cambio e finire al capolinea. Se avete le mie stesse necessità, penso che potreste trovarvi piuttosto bene con questo volume digitale di 200 paragrafi, che occupa solo qualche byte di memoria nel vostro tablet e vi lascia liberi da tutto il resto. Un altro momento che vedo abbastanza bene è in spiaggia, mentre consumate un sonnolento dopopranzo sotto l’ombrellone – ma per questo, vi farò sapere non appena potrò provarlo.

Alla Prossima
Edoardo

 

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