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Intervista a James Iles: TUTTO su Legacy Life Among the Ruins

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Mi sono avvicinato a Legacy Life Among the Ruins un paio di anni fa mentre cercavo giochi incentrati sul worldbuilding, e l’ho immediatamente adorato. Penso che sia di una buona misura il mio PbtA preferito e, se mai avessi dovuto decidere di scriverne una recensione di mio pugno, probabilmente il mio fanboy interiore sarebbe esploso con tutta la sua forza. Per questo motivo ho preferito intervistarne direttamente l’autore: dal momento che è in corso un Kickstarter per la seconda edizione del gioco, mai momento è stato così opportuno.

Disclamer: non dovete conoscere la prima edizione del gioco per capire le domande dell’intervista. Né tanto meno conoscere il mondo dei Powered by the Apocalypse, dal momento che James ha anche gentilmente provato a spiegarci cosa sono. 

Legacy life among the Ruins Author Portrait

StorieDiRuolo: «Ciao James! Benvenuto su “Storie di Ruolo”. Potresti presentarti ai nostri lettori?»

James Iles: «Ciao! Sono James Iles, direttore della UFO Press. È quasi un decennio che progetto GDR, e ho spaziato dai larp freeform ai GDR carta-e-penna tradizionali».

SdT: «Dunque, andiamo al punto dell’intervista: il tuo gioco Legacy, la cui 2a edizione è in crowdfunding su Kickstarter. Dove hai preso l’idea alla base di Legacy?»

J.I. : «Da un altro gioco che qualcuno aveva messo su Kickstarter attorno al 2012, ci si giocavano storie dall’età della pietra all’età moderna… con un sistema a base d20. Mi è parso che un concetto simile meritasse un approccio più narrativo. Ergo, mi sono messo a pensare a un sistema che potesse coprire lunghi lassi di tempo, e alla fine ho deciso che non volevo far seguire la storia reale, ma permettere ai gruppi di portare la partita dove volevano loro. Ecco perché Legacy si svolge dopo un’apocalisse: ciò dà al gruppo una tabula rasa su cui costruire».

SdT: «Quando hai creato Legacy life among the Ruins, a quale necessità volevi rispondere?»

J.I. : «Non sono certo di aver risposto a una necessità: volevo mettermi alla prova come game designer, volevo creare un gioco che conciliasse una grande visione storica con vicende intime e personali, e venivo da una serie di giochi su strani mondi post-apocalittici con sistemi scricchiolanti. Tutto ciò, assieme, ha portato a Legacy».

SdT: «Legacy è un PbtA, un sistema che i nostri lettori, purtroppo, forse non conoscono.  Come spiegheresti il tuo gioco a qualcuno che non conosce Apocalypse World e i PbtA?»

J.I. : «Se si deve indicare il pezzo forte dei giochi PbtA, persone diverse indicano sempre cose diverse, ma io direi che è questo: altri GDR cercano di emulare la narrativa di genere meccanicamente. Ti danno statistiche appropriate al genere e impostano il meccanismo di risoluzione così che le azioni appropriate al genere abbiano più possibilità di riuscire. Il sistema PbtA, invece, ragiona sulla conversazione al tavolo: cerca di circoscrivere ciò che si può dire del mondo e dei personaggi, o fornisce idee su cosa aggiungere in modo che la storia assuma un tono particolare. I suoi elementi meccanici, le mosse, producono colli di bottiglia nella conversazione: si attivano quando nella storia vengono eseguite azioni specifiche, e focalizzano l’attenzione su un una serie ristretta di azioni importati e di esiti che possono scaturirne».

SdT: «Perché un PbtA? Il sistema precede l’ambientazione o viceversa?»

J.I. : «Il gioco, in origine, è stato scritto nel settembre 2013 per un concorso di progettazione di PbtA, in cui è arrivato secondo. In quel periodo avevo giocato soprattutto PbtA, e mi sembrava che l’idea del gioco si adattasse bene! Il premio di quel concorso mi permise di comprare le prime illustrazioni e iniziare un playtest più ampio».

Exploration and Rebuild Legacy life among the Ruins World

SdT: «Secondo me la caratteristica più nota di Legacy è la componente di world-building – o, per meglio dire, di world-re-building. Cosa ti ha ispirato questa parte del gioco?»

J.I. : «L’ispirazione principale è stata questa: abbiamo infiniti GDR  in cui si gioca la vita quotidiana durante o subito dopo un’apocalisse, spaziando da Twilight 2000 ad Apocalypse World stesso. Legacy parla di cosa succede dopo: sulle rovine del vecchio mondo si è formata una nuova società, ma cosa recupera dal passato? Che cose nuove vengono inventate? Che pericoli e che sfide minacciano la ricostruzione? »

SdT: «Ho sentito nel podcast The Gauntlet che hai in programma alcuni color-hack del gioco. A quali generi e ambientazioni si può adattare Legacy?»

J.I. : «A quelli che prevedono sia fazioni di larga scala sia singoli personaggi importanti. Inoltre, devono esserci ellissi temporali lunghe (in rapporto al contesto della storia), un cast di personaggi principali che ruotano, e un’attenzione per la geografia e la Storia con la maiuscola. Ciò detto, c’è un sacco di margine per cambiare le premesse dell’ambientazione e lavorare di conseguenza: se i vostri lettori fossero interessati a scrivere materiale per Legacy, i dettagli sono su questo blog».

SdT: «La prima edizione è ancora in commercio e il negozio italiano Stratagemma ne ha qualche copia cartacea. Cosa cambia fra le due edizioni?»

Legacy Life Among The Ruins 2nd Ed, Hunter playbookJ.I. : «Un sacco di modifiche sottili: ogni libretto ha ricevuto qualche correzione, chi più chi meno. La modifica più grande ed evidente è l’aggiunta a tutte le famiglie della statistica Sleight (Stratagemma), che gestisce i sotterfugi e lo spionaggio; inoltre le meccaniche di Ruolo danno a ogni personaggio una relazione chiara con il resto della sua famiglia. Infine, abbiamo un Sistema di Personaggi Veloci che permette a ogni giocatore di partecipare alle scene in cui il suo protagonista non è presente, creando al volo e recitando personaggi secondari usa-e-getta».

SdT: «Ultimo ma non ultimo! A chi consiglieresti il tuo gioco? Si può prestare come GDR da tavolo introduttivo?»

J.I. : «Probabilmente il gioco è più accessibile a chi ha già giocato altri PbtA. Potrebbe comunque essere un GDR con cui iniziare: è possibilissimo che un completo novellino ci si trovi meglio di chi, ad esempio, ha già giocato a Pathfinder o simili, dato che il PbtA ha dei presupposti diversi sul funzionamento del gioco. In ogni caso, raccomando a chi non ha mai giocato un PbtA di leggere prima la Dungeon World Guide: è gratis e i suoi consigli su come gestire i PbtA sono azzeccatissimi anche per Legacy life among the Ruins».

 

 

 

Di Edoardo Cremaschi

Edoardo è un unicorno che si crede un informatico. Quando non è impegnato a capire cosa un informatico esattamente faccia, divide il suo tempo tra serie Tv, Giochi di Ruolo e Game Design. Edoardo sa essere entusiasta al limite della pedanteria per le cose che trova belle: ottima cosa per un blogger, ottima scusa  per non ascoltarlo quando parla di persona.

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