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Age of Vapor I: Alice Key e l’Origine del Mondo – Recensione Giocata

Alice Key e l’Origine del Mondo è il primo numero di una (si spera) lunga e prolifica saga tutta italiana dai sapori vittoriani e SteamPunk. E’ scritta da Antonio Costantini, che già abbiamo conosciuto su queste pagine per Una Voce dal Passato, ed edita da Edizioni Librarsi, un marchio editoriale che in tema di interactive fiction non ha ormai bisogno di presentazioni.
Age of Vapor (questo il nome della saga) è la seconda collana italiana pubblicata dall’editore dopo Hellas Heroes di Mauro Longo e Francesco di Lazzaro e si colloca in quello che è il Rinascimento del Librogame italiano. Cosa ha da dire questo volume in questo “momento storico” di innovazione meccanica e stilistica? Scopriamolo assieme.

Steampunk a tutto Vapore

La costruzione del mondo di Age of Vapor è molto simile allo Steampunk che ritroviamo in Hope&Glory. Si tratta di uno Steampunk ucronico, con tanto di linea temporale alla fine del volume che mostra da quando esattamente gli eventi di questo mondo abbiano cominciato a divergere pericolosamente dal nostro.

Abbiamo quindi, per essere precisi, una ucronia steampunk, con una parte ucronica che viene tutt’altro che dimenticata. Alice Key e l’Origine del Mondo basa la sua ossatura narrativa sulla rivisitazione di eventi, luoghi e personaggi celebri dell’età vittoriana, inserendoli in un paradigma formato da regole nuove e seguendo ad una conseguente evoluzione estremamente verosimile. Per fare un esempio senza attingere dai paragrafi numerati (e quindi spoilerare in un librogioco che, come vedremo, ha un’anima interamente investigativa ed esplorativa) la Regina Vittoria è stata, ad un certo punto, “trasportata in un’intelligenza analitica” divenendo di fatto un’Imperatrice immortale.

Con l’Imperatrice Vittoria (che peraltro,  le avranno fatto la manina meccanica per salutare come l’attuale regina? Se l’autore mi legge, sappia che mi aspetto una risposta nel prossimo volume della saga) scopriamo uno dei pilastri dell’ambientazione: intelligenze analitiche, cioé macchinari molto simili a forme di vita sintetica, alimentati da una forza motrice a vapore miniaturizzata – appunto, l’ucronia di cui sopra.

Un elefante meccanico di Alice Key e l'Origine del Mondo

L’altro pilastro con il quale ci viene presentata Age of Vapor è anch’esso profondamente radicato nel genere e si rifà alle tematiche delle lotte di classe. Viviamo infatti in un mondo in cui l’Impero Britannico è vastissimo e mantiene la sua egemonia tramite la sua tecnologia stupefacente e – letteralmente – dal pugno di ferro.

Un’eroina dalle mille risorse

Alice Key è un’orfana che vive di espedienti per le strade di Londra, e credo anche uno dei personaggi migliori per relazionarsi a questo mondo. Da Londra ci metteremo quasi subito in viaggio per Il Cairo ed avremo a che fare con un ambiente affollato e metropolitano dove, in buona sostanza, ci muoveremo inosservati e liberi di esplorare. Questo è ovviamente un limite della struttura del librogioco che non può certo riproporre l’interazione free roaming di un Assassin’s Creed, ma è veramente interessante notare come il personaggio supporti la nostra sospensione di incredulità.

Alice Key è però soprattutto un’eroina moderna, un underdog chiaramente sfavorita dalla società e dalle risorse inesauribili. Il regolamento del librogame in questo ci viene in aiuto, specialmente per la parte dell’equipaggiamento non ponendo limiti agli oggetti trasportabili: questo, al costo di un pochino di book-keeping, consente veramente di sentirsi una giovane ragazza dalle mille risorse con l’attrezzo giusto per ogni situazione.
Anche il sistema di combattimento è piuttosto “eroico” e porterà Alice, con il giusto equipaggiamento, ad avere una lotta quantomeno alla pari con costrutti metallici in combattimenti che portano con loro il sapore dello scontro tra Davide e Golia.

Infine, Alice è un adolescente con un punteggio di Aggressività che cambia con le scelte che fate ed influenza le vostre possibilità in gioco. Ammiro come l’autore, che ad una lettura superficiale può essere visto come “quello dei protagonisti femminili adolescenti”, sia riuscito a fotografare un lato completamente diverso di questo trope rispetto a quanto fatto in Una voce dal Passato.

Enigmi, esplorazione e strade tortuose

La struttura del librogioco ricorda enormemente le grandi metropoli, come Londra o il Cairo, cresciute enormemente senza reale possibilità di avere ordine. Sono presenti svariati paragrafi-crocevia, dove è possibile fare avanti e indietro dalle sottolocazioni, il loro accesso viene spesso e volentieri governato da Codici per evitare di ripercorrere artificiosamente eventi già visti.

Non nascondo che l’utilizzo di paragrafi-crocevia (spesso con sottoparagrafi-crocevia), codici di sblocco, oggetti richiesti e delle sporadiche istruzioni cifrate necessarie per proseguire renda talvolta la gestione farraginosa. Ma, del resto, impersoniamo un Alice che deve avere a che fare con una metropoli che non conosce e pertanto troverà le stesse difficoltà.
Da questo punto di vista il primo volume di Age of Vapor è sicuramente più godibile se giocato con calma, seduti ad un tavolo e con la fermezza e la pazienza di prendere nota di ciò che si incontra.

Intelligente Analitiche di Alice Key e l'Origine del Mondo

Tirando le somme, Alice Key e l’Origine del Mondo è molto fedele al suo titolo. E’ la prima opera di una saga, fortemente dedicata a mostrarci il mondo che è stato creato ed anche le sue origini – palesi o meno. Ci riesce offrendo al lettore una grande scelta sulla direzione in cui vorrà esplorare, facendolo muovere in un mondo a tratti moderno e cosmopolita, a tratti tecnocratico e tentacolare.

Alla prossima,
Edoardo

 

Edoardo Cremaschi

Di Edoardo Cremaschi

Edoardo è un unicorno che si crede un consulente informatico. Quando non è impegnato a capire cosa un consulente informatico esattamente faccia, divide il suo tempo tra serie Tv, Giochi di Ruolo e Game Design. Edoardo sa essere entusiasta al limite della pedanteria per le cose che le piacciono: ottima cosa per un blogger, ottima scusa  per non ascoltarlo quando parla di persona.

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