Claudio Casini – L’Artista dietro al GDR

Buon giorno cari lettori!

Con oggi inizia la rubrica “L’Artista dietro al GDR“, una rubrica dedicata a tutti quelli illustratori che allietano il nostro sguardo mentre sfogliamo il GDR fresco di stampa che tanto avevamo desiderato nella nostra libreria privata. La prima intervista che vi propongo quest’oggi è dedicata ad un illustratore degno di nota, che si è spinto non solo all’illustrazione di manuali, ma addirittura alla pubblicazione di un suo GDR, con un sistema del tutto nuovo, uscito a Modena Play del 2015: Puppet HeresySto parlando di Claudio Casini!

Prima di lasciarvi all’intervista con Claudio, vi voglio ricordare che le immagini, che troverete nel seguente post, ci sono state gentilmente concesse da lui e serviranno a capire la bravura dell’artista, oltre naturalmente ad abbellire la rubrica. 🙂

Di seguito alcuni contatti di Claudio Casini:

Buona intervista!

Artwork di Claudio Casini per Lord of Demons

Storie di Ruolo (SdR) «Ciao Claudio e benvenuto su Storie di Ruolo! Presentati pure!».

Claudio «Ciao a tutti, mi chiamo Claudio Casini e sono un Artista Fantasy. Attualmente collaboro con Dreamlord Press e ho qualche progetto anche personale in campo gdr».

Storie di Ruolo (SdR) «A proposito, curiosando sul tuo sito ho visto molte collaborazioni, già a partire dal 2006… come sei arrivato a questo punto?»

Claudio «Sai, alla fin fine le storie dietro ai disegnatori si somigliano spesso… spero di non essere banale dicendo che, intanto, la passione per il disegno è cominciata da bambino, ma a livello scolastico ho sempre faticato a trovare gli stimoli necessari e a concretizzare quello che volevo fare come disegnatore. A quattordici anni è nato il mio amore cieco per il fantasy che mi ha avvicinato ai GDR e ai wargame. Queste due passioni a un certo punto hanno cambiato la mia vita, anche se inizialmente frequentai un corso come disegnatore di fumetti e provai a diventare un fumettista per quasi dieci anni. Non so se per tutti è così, ma quei dieci anni furono un fallimento dal punto di vista della carriera, perché ero troppo lento ed ero incapace di gestire il bianco e nero… non riuscivo a mediare tra qualità e risultato finale. Mi impegnavo troppo per progetti che alla fine non vedevano luce. Ma questi dieci anni di fumetto hanno influito profondamente sul mio stile come illustratore. E poi, diciamolo, i fumettisti sono dei disegnatori migliori 😎 ».

SdR «Quindi l’incontro con i giochi di ruolo ha impresso un cambiamento?»

«Sì, durante la mia carriera da fumettista già dipingevo le miniature che usavo per giocare ai Warhammer e Confrontation… poi uscì Dungeons & Dragons (la 3.0) e quella fu la vera svolta. Iniziati ad ammirare alcuni artisti e seguendo le loro tracce scoprii che dipingevano a mano utilizzando gli stessi acrilici che utilizzavo già per dipingere miniature. In quel momento capii cosa volevo fare… volevo fare l’illustratore e volevo farlo dipingendo a mano e per il mondo dei giochi (bisogna puntare in alto no?). Avevo delle buone basi a livello di disegno ma di pittura bidimensionale non sapevo niente, zero. Così nel 2004 iniziai da autodidatta a imparare a dipingere. Dopo solo due anni incontrai Massimo Bianchini di Asterion Press a Lucca; mi prese e iniziai a lavorare nel gruppo di Nephandum ed Empyrea. Ti giuro che e a distanza di anni non so ancora perché mi prese. Da quel momento le collaborazioni iniziarono a concatenarsi e io cercavo di imparare quanto più potevo proprio mentre lavoravo – non si impara da soli a dipingere in due anni. Intorno al 2008 iniziai, tramite Phlegyas Art, a progettare miniature: questa è un’altra parte del mio lavoro meno conosciuta, ma che negli ultimi anni mi ha portato grandissime soddisfazioni, lavorando per aziende sparse per tutto il mondo. Intorno al 2010 con alle spalle un po’ di pubblicazioni Internazionali arrivò anche la proposta di diventare un insegnante della Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia (con cui tutt’ora collaboro)».

Artwork di Claudio Casini per Puppet Heresy

SdR «E collaborazioni che ricordi con piacere?»

Claudio «​Beh nel 2008 mandai alcune mie illustrazioni a Paizo Publishing… dopo due settimane lavoravo per Pathfinder. E pensa che un mese prima la WOC mi aveva scartato! 😎 Dopo qualche mese uscì il primo manuale in cui oltre al mio lavoro c’era anche il mio illustratore preferito di allora, vale a dire Wayne Reynolds. La vera soddisfazione non fu tanto il fatto di lavorare per un editore così grande​, quanto quella di trovarsi nello stesso manuale del tuo eroe. Fu una gioia indescrivibile».

SdR «Quale soggetto al tavolo di lavoro ti ha particolarmente soddisfatto?»

Claudio «Io adoro Nani e Orchi… per me LORO sono il Fantasy e ogni volta che ho un po’ di tempo libero dipingo uno o l’altro».​

SdR «C’è un GDR acquistabile dal sito e creato interamente da te: parlacene!»

Claudio «Ok, ok! [ride] Puppet Heresy inizialmente doveva essere solo un Artbook… diciamo che mi sono fatto prendere la mano. Sono cresciuto con i GDR anni ’80 e ’90 e mentre ero lì che progettavo creature e nuovi mondi ho detto… perché non farci anche un gioco vintage, alla fine io sono anche questo. Sono stati gli otto mesi più intensi della mia vita lavorativa, ma anche quelli che mi hanno gratificato di più. Il poter esprimere la mia arte senza paletti e vedere che nonostante fosse bizzarra piacesse a molti è stata una bella soddisfazione. Puppet Heresy raccoglie tutte le mie passioni, tutto quello che mi piace… è un po’ uno specchio di me insomma».

SdR «Com’è nata la collaborazione con Dreamlord Press

Claudio «​La mia prima collaborazione con Dreamlord fu illustrare il Fate Accelerato, Nicola mi contattò e mi chiese se volevo farlo. Inizialmente l’idea di disegnare in uno stile che non fosse il mio (perché dovevamo ispirarci all’originale) e in bianco e nero fu difficile da metabolizzare. Ma ogni cosa per me è una sfida che ti spinge oltre ai tuoi limiti e ti fa migliorare. Quando lavori con persone che amano quello che fanno le collaborazioni, rimanendo in tema, hanno un aumento di Livello. Alla fine mi divertii molto e la collaborazione con Nicola fu talmente piacevole che nonostante il progetto fosse finito rimase comunque la voglia di poter fare nuovamente qualcosa insieme. Quando mi disse che voleva che curassi per intero l’aspetto grafico di Caligo ne fui subito entusiasta. Alla fine il disegno è solo una parte delle mie competenze in ambito grafico e poter gestire per intero un prodotto è molto stimolante. Nel lavoro spesso capita che chi gestisce i tuoi disegni dopo di te li snaturi (per non dire li rovini)… in un caso come questo se capita so con chi prendermela».

Artwork di Claudio Casini per Fate Accelerato

SdR «Riguardo al tuo futuro e alle nuove collaborazioni nel mondo del GDR?»

Claudio «Da qualche tempo ho iniziato a collaborare con Davide Pignedoli entrando in un duo creativo che si chiama Daimon Games, stiamo adattando Puppet Heresy al sistema Fate e visto che siamo diventati amici praticamente subito: al venerdì sera invece di bere birra e dire stupidaggini, beviamo birra e buttiamo giù idee per GDR. Il primo nostro prodotto che uscirà (spero) al Play quest’anno parla proprio di Birra. L’altro progetto più nell’immediato è Caligo, ambientazione per Fate (PLAY 2016). Poi con Dreamloard Press si pensa anche a tradurre Puppet Heresy per Fate in inglese (è fuori l’alpha per gli addetti ai lavori ma la BETA è a buon punto); la data non si conosce, ma spero entro il 2016 sempre con Dreamloard Press… e infine ho cominciato a lavorare a tempo perso alla seconda edizione di Puppet Heresy in Italiano… tanta carne al fuoco insomma. Basta come preview?»

SdR «Prima di salutarci, qualche consiglio a chi vuole avvicinarsi al mondo dell’arte legato al GDR?

Claudio: Per me il traino è stata sempre la passione… bisogna farsi un gran culo e dovete amare quello che fate, altrimenti non ne varrà mai la pena. Puntate a una cosa e fate solo quella all’inizio, il mercato adesso è talmente specializzato che non puoi permetterti di fare tante cose prima ancora di saperne fare una davvero bene».

SdR «Grazie mille Claudio per le risposte e per il tempo che ci hai dedicato».

Claudio «Grazie a voi per l’intervista e spero di non essere stato troppo prolisso, ma quando parlo del mio lavoro mi faccio prendere dall’entusiasmo!».

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