Lovecraftesque: il vero gioco sull’orrore cosmico!

Copertina Lovecraftesque Recensione Storie di Ruolo MorgenGabe

Quando, a Lucca 2017, abbiamo acquistato Lovecraftesque di Joshua Fox e Becky Annison (edito in Italia da Narrattiva) non pensavamo che ci sarebbe piaciuto così tanto. All’epoca non conoscevamo quasi nessun gioco masterless ed è stato praticamente una rivelazione che ci ha aperto un mondo nuovo e diverso.

Lovecraftesque è un gioco di orrore cosmico nel senso più puro del termine. Tutti i giocatori si alterneranno nei tre ruoli previsti e vivranno una storia con un climax crescente già definito, che culminerà con il terribile incontro con un orrore sovrannaturale e terribile, come in una delle novelle del solitario di Providence.

La creazione della partita

Lovecraftesque è un gioco adatto soprattutto a one-shot. All’inizio i giocatori dovranno creare un’ambientazione nella quale si svilupperà la storia: definire quindi il tempo e il luogo in cui si svolgerà, aiutandosi anche con le numerose tabelle d’ispirazione che il manuale offre. Dopo dovranno decide il tipo di orrore tra Lovecraftiano, Investigativo, Eroico e Comico. Questa scelta avrà impatto sul modo in cui verranno trattati i temi e sulle direzioni che la storia prenderà. Alla fine sarà il turno della creazione del Testimone, il protagonista della storia, che dovrà essere un personaggio per cui tutti i giocatori riescono a provare empatia.

I tre ruoli

I giocatori, da due a cinque, si alterneranno nel ruolo di Testimone – il protagonista della storia, il cui compito è scoprire gli indizi che porteranno, lentamente, verso l’orrore – Narratore – il cui ruolo è quello di rivelare le stranezze e i misteri del mondo di gioco – e Osservatore – una figura particolare, che aggiungerà spessore alle descrizioni del Narratore e lo aiuterà a gestire dei personaggi non giocanti all’occorrenza.

La struttura del gioco

Il gioco è diviso in tre parti, che avanzeranno inesorabilmente verso l’orrore. Ogni parte è composta da più scene, costruite dal narratore, che si chiuderanno quando il testimone avrà scoperto un particolare indizio.
Nella prima parte l’enfasi è sul rivelare lentamente strani indizi che accennino al vero orrore ma che possono essere giustificati in modo razionale.
Nella seconda parte l’orrore sarà più palpabile e sarà chi gioca il testimone a decidere quanto rapidamente gettarsi a capofitto verso l’ignoto o quanto cercare di resistere e razionalizzare.
Nella terza parte si affronterà il viaggio nell’oscurità, che porterà al vero incontro con l’orrore per poi concludersi bruscamente.

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Le carte

Per aumentare le varianti e le sorprese il gioco introduce delle carte, che possono essere spese da qualunque giocatore, per prendere il controllo della narrazione o aggiungere nuovi elementi che deviino la storia verso un’altra direzione. A seconda del momento in cui le carte verranno usate avranno effetti e riuscite diversi. Normalmente ogni giocatore pescherà una sola carta, tranne in una partita a due giocatori, dove le carte saranno due.

 

Le ipotesi

Alla fine di ogni scena il narratore rivela un indizio ma, prima di passare la narrazione al giocatore accanto a lui ogni partecipante dovrà scrivere quello che, secondo lui, sta succedendo. In modo da potersi fare un’idea di dove la storia andrà a parare. Questa è una meccanica interessantissima perché rende le storie incredibilmente fluide e le porta ad intersecarsi in un unico flusso man mano che le scene si consumano e nuovi indizi sono rivelati. Nessuna partita di Lovecraftesque è prevedibile fin dall’inizio e spesso risulta chiara solo negli ultimi momenti.

Il resto del manuale

Le regole e le carte di gioco occupano poche decine di pagine. Il resto del manuale contiene saggi sulla struttura delle storie horror, tra cui un saggio sulla Distanza Narrativa e una guida di stile all’autore. Ci sono anche numerosissimi scenari già pronti per essere giocati.

Perché giocarlo

Si  tratta di un gioco eccezionale per il suo genere, la struttura narrativa permette di ricalcare fedelmente il tipo di horror che vuole raccontare, non si sente assolutamente la mancanza di una figura di narratore fissa e genera storie sempre diverse senza mai uscire dai canoni base del genere. Lo consigliamo assolutamente per chi vuole un’esperienza horror diversa dall’horror investigativo puro di molti altri giochi di ruolo.

Consigli di Morgengabe

Di seguito alcuni consigli per giocare al meglio a Lovecraftesque , derivanti dalla nostra esperienza.

  • Per un’esperienza rotonda e completa provate il gioco per la prima volta il tre, in modo che fili senza difficoltà.
  • Non costruite una storia prima di giocare, MAI. Giocate per vedere dove si arriva e cosa costruirete insieme e non ve la prendete se la storia va in una direzione diversa da quella che avevate immaginato, anzi stupitevi.
  • Fate in modo di rendere l’osservatore una figura attiva. Spesso, dato che è compito del narratore porgli domande, è possibile che in alcune scene cada in secondo piano e questo non è giusto.
  • Il personaggio che create deve essere simpatico a tutti, una figura per cui tutti, al tavolo, provano empatia (questo è scritto anche nel manuale, ma è così importante che troviamo utile sottolinearlo)
  • Sempre sul personaggio: il fatto che venga interpretato dai vari giocatori di scena in scena potrebbe mettere ansia a chi non è abituato a questo tipo di narrazione. Non fatevi problemi e cercate di costruire su ciò che il carattere del personaggio – che avete deciso tutti insieme – impone. Secondariamente costruite sulle scelte altrui e mai contro.
  • Non dimenticate mai di scrivere sul foglietto, alla fine di ogni scena, quello che secondo voi sta succedendo. Questa fase è importantissima per tirare i fili della trama. Non solo perché, alla fine; è bello leggere le idee espanse e cambiate, si tratta proprio di una tecnica per amalgamare le idee di tutti e aiutare quando sarete i narratori.

Morgengabe

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