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For the Queen! – Recensione Giocata

For the Queen è un gioco di ruolo di carte di Alex Roberts (già approdata  in Italia con Star Crossed edito da Narrattiva) e che vedrà la sua edizione italiana per Space Orange 42, curata da Helios Games per Play 2020 (o meglio questa era la data del primo annuncio: come sappiamo molte cose ora sono cambiate e, al momento, non mi risulta un altra data di uscita).
Si tratta di uno StoryGame da 2 a 6 giocatori, senza master e senza preparazione, di una durata variabile tra i 30 e i 120 minuti. Anche restando all’interno del genere, si tratta di uno dei giochi più immediati che mi sia capitato di trovare: vi basti dire che ho effettivamente giocato una partita completa e soddisfacente con 3 giocatori in 30 minuti reali, senza prendere scorciatoie.

Prima di iniziare, voglio spendere due parole anche sulla fruibilità del gioco. L’intero regolamento del gioco sta sulle prime 17 carte del mazzo e complessivamente non supera poche centinaia di parole: questo permette di leggerlo, a turno, integralmente prima di ogni partita. La scatola dell’edizione americana è particolarmente compatta e, personalmente, mi sono trovato a buttarlo nello zaino ogni volta che vado a giocare, nel caso servisse un filler.

Cosa si gioca in For The Queen?

La regione in cui vivete è in guerra da sempre.
La Regina ha deciso di intraprendere un lungo e pericoloso viaggio per negoziare un’alleanza con una remota potenza.
La Regina ha scelto ciascuno di voi, e nessun altro, come seguito per accompagnarla in questo viaggio.
Lei ha scelto voi, perché sa che l’amate.

Il testo qui sopra è l’incipit del gioco e viene chiesto ai giocatori di leggerlo all’inizio della propria partita. Sceglierete poi l’immagine della vostra Regina tra quelle disponibili.

Le Regine di For the Queen
Immagini dell’edizione inglese.

Il gioco, di fatto, verte sull’esplorazione di due elementi: sul viaggio e sulla vostra relazione con la Regina. Per farlo, i giocatori a turno pescheranno dal mazzo alcune domande tematiche a cui dovranno dare liberamente risposta. Questa procedura si ripetea turno, fino a che verrà estratta la carta: “La Regina è sotto attacco. La difendi?” a cui ognuno dovrà rispondere singolarmente. Così si conclude la partita..

Il “sistema” di gioco base, in estrema sintesi, è davvero tutto qui. Le dinamiche che scaturiscono sono però decisamente più convolute.

Le Reali Sfumature

For the Queen è un gioco che permette una vasta gamma di “intensità di contributo” al gioco (volendo anche nella stessa partita) senza stravolgere l’esperienza, eppure cambiandola in modo apprezzabile. Nei prossimi paragrafi mi concentrerò non tanto su in cosa consiste il gioco, quanto più su come (nella mia esperienza e confrontandomi con chi l’ha giocato) applicare in modo più o meno frequente/ferreo/intenso una delle regole incida molto sull’esperienza di gioco.

Punti fermi o Narrativa Emergente?

Il regolamento minimale del gioco non prescrive di stabilire nessun elemento iniziale per giocare. Tuttavia potreste essere tentati dal definire alcuni grandi dettagli di comune accordo prima di iniziare. Magari qualche dettaglio sul Regno, oppure sulla Guerra, oppure qualcosa sui vostri Personaggi. 

Il mio consiglio, che è un po’ lo stesso degli altri punti, è il seguente: se sentite il bisogno di farlo, fatelo. Le domande del gioco sono strutturate in modo che questi elementi emergano naturalmente a corollario durante la partita, ma difficilmente abbozzare qualcosaprima causerà attriti di qualche tipo – e se lo facesse potete usare l’ X-Card, come vedremo più avanti.

Domande, oppure Scene?

Quando pescate una domanda, dovete rispondere: il come, sta a voi. Potete dare una risposta secca e telegrafica. Potete costruire la risposta incorporando qualche suggerimento di altri giocatori. Potete farlo descrivendo una breve scena, o addirittura “giocandone” una assegnando coinvolgendo gli altri giocatori con i propri personaggi o con comparse.

Qualsiasi scelta non influisce significativamente sulla partita eccetto che, ovviamente, per la sua durata. Potete quindi utilizzare “tecniche” di risposta diverse anche a seconda della domanda che pescate.

Storia Corale o Solitario di Gruppo?

Siete in viaggio con la Regina come suo entourage, ma spesso le domande vertono sul vostro rapporto con lei e solo alcune coinvolgono in modo esplicito gli altri giocatori.
Anche quanto il vostro rapporto con la Regina è intessuto con quello degli altri Personaggi è una vostra scelta. La vostra partita può essere il racconto di tante storie parallele che mettono in luce i vari aspetti della vostra monarca, oppure un complicato intreccio di intrighi e tradimenti degno de Il Trono di Spade.

Come usare la X-Card in For the Queen?

Una delle regole che viene introdotte a inizio partita è l’utilizzo della X-Card. Lo metto subito in chiaro: la X-Card in For the Queen non è la meccanica di sicurezza codificata da John Stavropoulos. O meglio è anche quella X-Card, ma è qualcosa di più.

Nelle regole il gioco vi dice che c’è una carta speciale con una X sopra che ogni giocatore può toccare ogni volta che non vuole rispondere ad una domanda. In questo caso accantona la carta e ne pesca un’altra.
Fattivamente il funzionamento è come quello della X-Card di Stavropoulos, ma con l’essenziale differenza che in For the Queen è perfettamente lecito utilizzarla con un fine estetico, usandola per eliminare una domanda che non ci piace o che non troviamo adatta.

Questo strumento è potentissimo perché, oltre a fornire indubbiamente una protezione dalle domande emotivamente più cariche (e ce ne sono parecchie), fornisce ai Giocatori uno strumento in grado di controllare la randomicità della pescata delle carte ed evitare continue sbandate nella loro esplorazione.

Meccanica vicina alla X-Card è quella del passare la carta al giocatore alla propria sinistra. Questo è uno dei principali strumenti di interazione meccanica diretta con gli altri giocatori e giocando mi sono convinto che dia il meglio se usato come flag narrativa. Vale a dire, se ti sto passando questa domanda significa che mi piacerebbe sentire più di questo aspetto del tuo Personaggio.

Party Game o Gioco Intimista?

Grazie alle due meccaniche sopra elencate ed alla varietà delle domande che troverete nel mazzo sarete, infine, in grado di controllare l’intensità di come andrete ad esplorare il tema centrale del gioco.
Ricordate che For the Queen è un gioco che parla di amore per la propria Regina, ma che è altrettanto facile trasformarlo in onore, rispetto, infatuazione, desiderio, devozione, struggimento o anche odio. Dove volete andare a parare in questa gamma di emozioni, lo scegliete voi.

For the Queen X-Card
Immagini dell’edizione in inglese.

Per concludere, non posso che consigliarvi di aggiungere questo gioco alla vostra collezione. Inoltre attendibili voci di corridoio mi dicono che l’edizione italiana sarà arricchita da una spiegazione a fumetti illustrata e curata da Luca Maiorani, il quale è disponibilissimo ad autografare tutto*.

*in realtà non ha mai detto niente del genere, ma secondo me se glielo chiedete sarà molto contento di farlo.

Alla prossima,
Edoardo

Edoardo Cremaschi

Di Edoardo Cremaschi

Edoardo è un unicorno che si crede un consulente informatico. Quando non è impegnato a capire cosa un consulente informatico esattamente faccia, divide il suo tempo tra serie Tv, Giochi di Ruolo e Game Design. Edoardo sa essere entusiasta al limite della pedanteria per le cose che le piacciono: ottima cosa per un blogger, ottima scusa  per non ascoltarlo quando parla di persona.

2 risposte su “For the Queen! – Recensione Giocata”

Ottima recensione. Il buffo è che è più lunga della recensione delle regole per giocarlo.
Confermo che l’uscita è stata posticipata da Space Orange 42 a data da destinarsi.

Grazie per la conferma Helios!
Ammetto che più che una recensione è una guida allo spettro con cui ci si può approcciare a questo gioco.
Fatelo uscire presto!

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