Household: Intervista a Two Little Mice – Esordio d’Autore

Household, il gioco di ruolo più piccolo del mondo: così titolava l’annuncio di Raven Distribution per questo manuale in uscita a Play-Modena 2019.  Non posso dire di non essere stato incuriosito e così ho pensato di risalire alla fonte – in questo caso i Two Little Mice (all’anagrafe Simone Formicola e Riccardo Sirignano ) che come collettivo sono gli autori del gioco. Quello che segue è un’intervista parla di loro, del loro gioco di ruolo e di come è venuto alla luce. Buona Lettura!

Edoardo: “Benvenuti su Storie di Ruolo! Incominciamo dalla domanda fondamentale: Chi sono Two Little Mice?”

Simone Formicola: “Io e Riccardo ci siamo conosciuti giocando di ruolo – al tempo eravamo entrambi a Milano, in particolare giocando ad Anme e Sangue di Serpentarium. Two Little Mice nasce nel 2015 proprio per produrre una serie TV su Anime e Sangue che al momento si può trovare su Amazon Prime Video.”

Rico (Riccardo Sirignano): “Io nasco come regista, mentre Simone è un attore diplomato alla Paolo Grassi di Milano. Ci occupiamo di progetti del settore legati al video ed al teatro, e a partire da quest’anno possiamo vantare anche un gioco di ruolo.”

 

two little mice presentazione
Simone e Rico durante una presentazione della serie TV di Anime e Sangue.

 

Edoardo: “Come è venuta l’idea di Household?”

Rico: «È partito tutto da una serie di racconti ispirati al piccolo popolo che ho scritto una decina di anni fa. Al tempo li avevo trasposti in una ambientazione che facevo giocare ai miei amici con vari sistemi di gioco e riadattandoli per la situazione. Nel gruppo originale c’era anche quella che poi sarebbe diventata la moglie di Simone. Quando ci siamo trovati a giocare di ruolo assieme in tempi più recenti mi è capitato di proporre questa ambientazione. Insomma, alla fine l’avevamo esplorata in lungo ed in largo e ci dispiaceva vedere sprecato tutto questo lavoro creativo: così è nato Household.”

Edoardo: “Come è nata la vostra collaborazione con Raven Distribution?”

Simone: “Conoscevamo Roberto Petrillo ai tempi della serie TV su Anime e Sangue, era il distributore del gioco quando abbiamo cominciato a lavorare sulla serie. Al progetto si era già unita Daniela Giubellini, illustratrice unica del manuale che abbiamo già visto all’opera con Sine Requie, Alba di Chtulhu e L’Ultima Torcia. Household ha una struttura cronologica che lo rende particolarmente adatto ad un espansione che aggiunga ulteriori capitoli, ma non solo. Speriamo anche che i giocatori siano invogliati a condividere la versione dei fatti che giocheranno ai propri tavoli.”

Edoardo: “Cosa potete dirmi della stuttura cronologica di Household?”

Rico: “Household come ambientazione non è il solito manuale di luoghi geografici con personaggi e città. E’ divisa in capitoli che sono scanditi da avvenimenti importanti e singolari in cui i personaggi possono essere spettatori – oppure possono essere determinanti. Ogni capitolo è di fatto una serie di spunti che possono essere raccolti dai giocatori, quasi come se fossero un evento pop-up di un videogioco. Ma la vera premessa del gioco è che giocando ad Household tu racconterai la migliore versione possibile della storia del tuo Omino (i personaggi del gioco, ndr) all’interno di quel capitolo. Non deve per forza essere vera, anzi: il gioco può essere giocato con la struttura narratologica dei libri di A Song of Fire and Ice, con diversi personaggi che vivono lo stesso evento da punti di vista diversi.”

 

combattimento di household

Edoardo: “Da dove arrivano le meccaniche di Household?”

Simone: “Non so quanto possa suonare credibile, ma non saprei dirti quali siano le mie fonti di ispirazioni. Il gioco nasce come ambientazione, e di conseguenza c’era l’esigenza di poter giocare in un certo modo un preciso tipo di storie. Abbiamo essenzialmente costruito la parte meccanica del gioco giocandolo, sia per quanto riguarda le schede che per quanto riguarda la meccanica di tiro: per quest’ultima posso dirti che corrisponde a quella che, come gruppo, abbiamo trovato essere la più divertente e che generava risultati più interessanti nel contesto del gioco. L’abbiamo testato e limato in questi mesi fino ad avere il sistema che abbiamo adesso.”

Edoardo: “Che tipi di storie di giocano in Household?”

Rico: “Household non ha una sola tematica. Nella nostra esperienza abbiamo giocato sia avventure investigative, sia di relazione e nobiltà, sia incursioni in aree selvagge (come le intercapedini) che si avvicinano molto al Dungeon Crawling. C’è però una meccanica del Decoro, che funziona un po’ come una barra della vita e ti permette di entrare nei posti più lussuosi: esattamente come all’Ottocento a cui si ispira il gioco (anche i vari popoli sono ispirati alle nazioni europee ottocentesche), non puoi entrare in un ristorante di lusso se sei vestito di stracci e non ti lavi da giorni. Tutta questa varietà è contenuta nella Casa, una grande casa coloniale di dimensioni umane non proprio definite – o non euclidee, come direbbero gli autori di Alba di Chulthu: per cui possiamo trovare intere città sotto il letto, o appunto oggetti preziosi abbandonati tra le intercapedini.”

Edoardo: “Quali sono le principali ispirazioni di Household?”

Simone: “Abbiamo già parlato di dove arriva l’ambientazione, quindi è doveroso citare i racconti tradizionali del Piccolo Popolo. Anche i videogames, in particolare gli RPG e gli MMO come genere. Vale la pena citare anche i riferimenti cinematografici, come La Mummia – quello del 1999. La Mummia, come tono delle avventure che si possono giocare in Household è il nostro caposaldo. Spesso durante lo sviluppo del gioco ci siamo chiesti come farebbe questa cosa John Hannah ed il design si è mosso di conseguenza. Household come sistema è praticamente nato dal nostro desiderio di giocare John Hannah in questa ambientazione e poi da lì si è espanso a tutto il resto.”

 

personaggi di household

Edoardo: “Rico, spiegami meglio questa storia della versione più attendibile dei fatti!”

Rico: “Household non viene presentato come il manuale del gioco, ma come una raccolta di raccolta scritta da Herasmo Hemingway, un omino che scrive per omini. La narrazione è totalmente all’interno del gioco tanto che, nel manuale, Herasmo chiede a chi lo leggerà di mandare le proprie storie alla Libreria della Casa per essere catalogate e confrontate in modo da espandere la cronologia. Household vuole essere un trattato storiografico collettivo che permette di raccontare le vite degli Omini di cui si è testimone. E’ un gioco nel gioco: un giocatore che si siede al tavolo per giocare è in realtà un Omino impiegato a raccontare storie di Omini. “

Edoardo: “Come consigliate di giocare Household?”

Simone: “Quello che ti serve sicuramente sono schede, matite e dadi. Gli altri accessori dipendono molto dal tipo di campagna che si vuole giocare – sarà un Gangs of New York, un Jack lo Squartatore o un Jurassic Park? In generale il gioco da il suo meglio per campagne lunghe su più sessioni, prevedendo anche un cambio di personaggio o addirittura l’intero party. Passando di capitolo in capitolo i personaggi acquisteranno capacità ed importanza, ma potranno anche essere regrediti se con i personaggi di un capitolo successivo si vuole esplorare un capitolo precedente.”

Edoardo: “Ultima domanda! Spazio libero, perché comprare e giocare Household?”

Simone & Rico: “Household è un manuale pensato per essere una lettura avvincente ed appassionante che premia un lettore particolarmente attento: sono stati aggiunti, ispirandosi ai videogiochi, un sacco di dettagli ed elementi che se collegati in modo corretto danno vita a veri e propri Easter Egg. E’ anche la rappresentazione dell’idea di come si dovrebbe raccontare una storia scritta da due persone che raccontano già storie per lavoro in altri ambiti. Vuol dire mettere d’accordo le fonti, usare il caso per determinare gli eventi meno importanti e soprattutto concentrarsi sulle grandi narrazioni: i corsi e ricorsi, i personaggi ricorrenti e gli antagonisti con un nome epico e temibile. Secondo noi, Household incarna le storie tipiche del Romanzo del Novecento con un sistema che ne supporta le varietà delle tematiche.”

Edoardo: “Grazie mille Rico e Simone per le vostre risposte ed in bocca al (piccolo) lupo per il continuo del progetto!”

Anche per oggi è tutto. Alla prossima,
Edoardo

 

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