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Alice is Missing: recensione giocata

Come ormai i nostri lettori sanno, mi sono appassionata a giochi che prevedano modalità di fruizione alternative rispetto al classico giocare al tavolo; un po’ per necessità, un po’ perché credo siano il prodotto concreto di come il design del gioco di ruolo abbia raccolto la sfida mossa da questa necessità e si sia reinventato. Oggi, quindi, parliamo di Alice is Missing – a silent rpg game. 

Cos’è Alice is Missing

Alice is Missing è un gioco di ruolo di Spenser Starke (anche autore di Icarus lo avevamo già intervistato per voi) edito da Hunters Entertainment pensato per 3-5 giocatori, che vi impegnerà per circa un paio d’ore. I primi 30 minuti (circa) servono per intavolare il gioco e chiarirne il funzionamento, dopodiché la sessione vera e propria, inizierà con l’attivazione di un timer della durata di 90 minuti esatti (lo potete trovare qui) che costituiranno l’intero corso della partita. 
Il gioco è time sensitive vedremo a breve come e perché. Oltre al timer c’è una seconda particolarità: si gioca in silenzio. Come? Attraverso messaggi scritti in chat.

Come il titolo del gioco annuncia, Alice è scomparsa. Voi siete una serie di personaggi legati ad Alice che fanno i conti con la sua recentissima sparizione, avete una chat di gruppo in cui parlerete a tutti e una serie di chat private con i singoli personaggi (come potrebbe essere avere un gruppo su Whatsapp con tutti gli amici e poi le singole chat con ognuno di essi) queste chat saranno l’unico modo attraverso cui i vostri personaggi potranno comunicare (o NON comunicare) tra loro; unica eccezione è la registrazione -in privato- di un messaggio vocale, al termine della fase di preparazione: si tratta dell’ultima nota vocale che avete inviato ad Alice e che riascolterete al termine della sessione, un espediente non dissimile da quello proposto da Ten Candles e altrettanto d’effetto. 

Chat di Gioco
Chat di gioco, conversazione tra Dakota e Jack.

Componenti e flusso di gioco

I personaggi sono già grossomodo predefiniti dal gioco: il fratello di Alice, la sua migliore amica, l’amico con una cotta per lei, la ragazza con cui Alice aveva una relazione in segreto e il ragazzo che -per qualche ragione- è stato messo da parte. Interpreterete uno di questi ruoli, che verranno maggiormente caratterizzati da un segreto e un drive di personalità randomicamente pescato da un mazzo di carte. 

Il gioco fornisce anche una serie di ulteriori componenti: le carte sospettati, tra i quali dovrete andare ad identificare il colpevole della sparizione di Alice; le carte location, tra le quali è nascosto il luogo dove effettivamente è stata portata la vostra amica (di entrambi questi mazzi farete una rapida carrellata nella fase di preparazione); da ultimo le carte indizio che, durante il flusso di gioco,  nei momenti di quiete, potrete pescare con l’azione “fare ricerche”; dopotutto siete i suoi amici e non riuscite proprio a starvene con le mani in mano mentre lei è dispersa chissà dove e con chissà chi…

Durante la fase di preparazione vi saranno fornite anche delle carte, coperte, con un numero stampato sul retro da 90 a 0, le chiameremo carte minuto. Queste carte dipaneranno la storia di Alice, dovranno essere lette dal giocatore a cui sono state assegnate allo scattare del minuto indicato sul retro della carta stessa. Forniscono indicazioni precise e prescrittive su cosa fare, con che ordine e come rendere nota agli altri l’informazione scoperta, il tutto in una cornice di indagini personali volte a ritrovare la vostra dispersa compagna: ogni più piccolo indizio è un balsamo e una pena per le vostre speranze di ritrovarla. 

 

Tabletop simulator di una partita di Alice is Missing
Tabletop Simulator con la componentistica di una partita

Alice is Missing, Larp o non Larp?

Mi sono domandata più volte se Alice is Missing possa definirsi un Transmedial Larp: in definitiva interpretate personaggi che comunicano tra loro via chat e lo fate comunicando via chat. Dunque interpretate esattamente la versione digitale di queste persone, attraverso la loro medesima azione. Lo farete in prima persona. Per quanto mi riguarda, anche il grado di bleed sperimentato nelle due volte che l’ho giocato è stato tale da scuotermi. 

Esiste tuttavia tutta una parte di componentistica -quella dei mazzi di carte- che non è un prop di scena. L’atto di pescare una carta indizio o scoprire una delle carte minuto, è qualcosa che compete al giocatore, off character ed è altrettanto rilevante perché il flusso di gioco non si fermi. 

L’ulteriore riflessione che ho fatto per cercare di dirimere questo cruccio è stata sulle finalità del gioco: giochiamo per trovare Alice? Il gioco non è pensato per essere un investigativo: gli indizi sono randomici e non danno modo di agire strategicamente ai fini di un’indagine (e questo mi fa supporre che quelle meccaniche che competono al giocatore siano, quindi, un po’ meno rilevanti). C’è un altro modo in cui però possiamo trovare Alice ed è scoprire chi è: saremo costretti a confrontarci con le diverse versioni che ognuno di noi ha dell’eterna assente. Giochiamo anche per ritrovarci come gruppo sollevando il velo sulle dinamiche che intercorrono tra noi siano esse storte, morbose, crudeli, segrete o dimenticate.

Non ho una risposta definitiva, ma se non è davvero un LARP, credo ci si avvicini molto.  

Alice is Missing online e in presenza

Ho avuto modo di giocare Alice in Missing sia online che in presenza. Per quanto il flusso di gioco si svolga in messaggi di chat, inaspettatamente giocarlo in presenza è stata un’esperienza decisamente migliore. Con il senno di poi imputo questa discrasia sempre alla componentistica fisica del gioco che, durante una sessione online, diventa di complessa gestione. A maggior ragione in un gioco come questo in cui il fattore tempo è fondamentale. 

Staccarsi dall’apparato online per gestire la componente fisica e tornare, poi, all’apparato online è un ostacolo che può sembrare da niente ma che, ad una personale analisi, ha pesato molto sulla godibilità della sessione. 

Al contempo, giocarlo in presenza, alla fine della sessione lascia un certo senso di alienazione: una volta alzata la testa dallo schermo del cellulare che avete fissato insistentemente per 90 minuti, guardare in faccia le persone con cui avete chattato fino a quel momento, ha del surreale. Qui, mi prenderò la licenza di uscire un attimo dal seminato e ringraziare Alessia Caviglia per l’espressione meravigliosa di stupore e meraviglia e sgomento che ho incrociato sul suo viso dopo la nostra partita a GnoccoCon. Credo che non la dimenticherò mai. 

 

Tabletop simulator di una partita di Alice is Missing
Tabletop simulator di una partita di Alice is Missing

Conclusioni

Se il gioco di ruolo è una conversazione, Alice is Missing, scardinerà almeno in parte il modo in cui intendete il gioco di ruolo. E’ un prodotto innovativo che fornisce un’esperienza sui generis e nel farlo spinge persino ad interrogarsi sulla sua identità, come un taglio silenzioso e discreto su un altro mondo. 
Non fa rumore, ma non passa inosservato. Se siete interessati a guardare oltre quella fessura potrete trovare tutto il necessario su huntersentertainment.com 

Consiglio di giocarlo in 5, perchè la chat affollata è una componente interessante del gioco e soprattutto riduce a zero la possibilità di tempi morti. Provatelo e fateci sapere cosa ne pensate.

Buonsalve a tutti,
Nené

Nenè

Di Nenè

Vanessa (aka Nené): una nerd-per-caso che inizia a bazzicare il mondo del gioco di ruolo nel 2016 e ha, recentemente, scoperto la soddisfazione che da lanciare secchiate di dadi ...mauahahaha. Appassionata di arte, letteratura e fantasy (classico e non) nella vita reale studia Beni Culturali, lavora nel customer care in ambito sanitario e viene trascinata a tutte le Con e le fiere del mondo dalla sua dolce metà.

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