Heavy Sugar: Intervista all’autore, Simone Aces Morini!

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Heavy Sugar è un gioco che mi ha colpito fin da subito per la sua ambientazione, essendo io un buon amante di tutti i generi miscugli, strani, assurdi. Inoltre è un “secondo figlio” per il suo Autore, Simone Aces Morini, già conosciuto per il più famoso Nameless Land… ed essendo io in procinto di creare una mia seconda creatura, capite bene che ero interessato ad intervistarlo!

Ho contattato telefonicamente Simone per chiedergli com’è andata lo sviluppo del suo secondo gdr e soprattutto per sapere…

Storie di Ruolo: «…una volta per tutte come mai ti chiamano “Aces”!».

Simone Aces: «[Ride, ndr]. Nasce da una mia vecchia passione per il poker, un nome che in parte mi sono dato e che poi mi è rimasto quando è diventato un tatuaggio».

Storie di Ruolo: «E chi c’è dietro questo soprannome?».

Simone: «Un game designer, almeno di secondo lavoro. Nasco come game designer ma ahimé lo spazio che mi sono ritagliato dall’altro lavoro è poco. Sono più che altro un giocatore e un appassionato di gioco di ruolo e preferisco questa definzione perché, finché non diventerà il mio primo lavoro, non mi sentirò a mio agio con il termine game designer».

Storie di Ruolo: «Ok, parliamo di questo zucchero pesante, cos’è?».

Simone Aces: «E’ una droga molto buona… [ride]. E’ il secondogenito, un gdr teslapunk che è un genere che molti hanno difficoltà ad assimilare e perciò definiscono come steampunk – ma Heavy Sugar non lo è. Io in realtà sono partito dallo sviluppo di qualcosa di diverso, da altri elementi…»

Storie di Ruolo: «Se non erro non sapevi neanche che fosse teslapunk fino alla fine dello sviluppo…».

Simone Aces: «Esatto! Stavo spiegando l’ambientazione ad uno dei disegnatori, pensando di aver inventato un genere, e invece scopro che c’è già! [ride, ndr]. Comunque! Siamo negli anni ’20 americani, ma in una distopia in cui l’energia elettrica è ovunque: ogni tecnologia la sfrutta, così come anche automi e veicoli. A sua volta la tecnologia è controllata da cappelli che trasmettono i pensieri tramite l’etere alle tecnologie. Da un lato la città controlla i cittadini, perché l’uso dell’elettricità e dei cappelli è assuefacente, mentre dall’altro sono i cittadini a controllare le tecnologie che possiedono o che sono di pubblica utilità…».

Storie di Ruolo: «…i personaggi giocanti immagino…».

Simone Aces: «…sì! In pratica loro, i Mutinear, possono controllare tutte le tecnologie, non solo quelle possedute o pubbliche. Non si sa bene, in realtà, come la mente dei personaggi permetta loro di controllare la tecnologia tramite l’etere e l’elettricità: c’è un alone di mistero sulla tecnologia e l’elettricità. Quello che possiamo dire, in generale, è che le persone normali di Heavy Sugar hanno una sorta di blocco mentale tramite i loro processi cerebrali tale per cui, sapendo che un’altra tecnologia non è tua, non puoi controllarli. In tal senso i Mutinear potrebbero essere persone che non hanno questo blocco oppure che hanno sviluppato una mutazione che li distacca dal blocco mentale — che il potere cerca di mantenere nella società e nella cultura per evitare apocalissi elettriche… ne deriva una società non solo controllata, ma che controlla segretamente i vicini o i parenti per poter ottenere ricompense dalla nazione. Insomma, se sei un cittadino modello non hai neanche necessità di rubare… no?».

Storie di Ruolo: «Balhan City è l’unico luogo del gdr?».

Simone Aces: «Sì, il resto della nazione in cui Balhan City esiste è messo a margine, per creare una sorta di sensazione di claustrofobia. Non vengono mai nominate altre nazioni o città e credo che anche le espansioni si concentreranno su Balhan City. L’idea è che fuori dalla città ci siano troppi pericoli dovuti alla guerra o ad altre cose… quindi non hai vantaggi ad uscire, no? Sì esistono altre città come Balhan City, ma lei è stata la prima ad essere completamente elettrica».

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Storie di Ruolo: «Per il sistema?».

Simone Aces: «Ho optato per la semplicità, un sistema a d6 e a fiches. Volevo evitare che i giocatori non esplorassero le meccaniche di base fino in fondo solo perché sono troppo complesse. Poi volevo provare qualcosa di più minimale rispetto a Nameless Land. Inoltre il sistema d6 si lega in maniera adeguata all’ambientazione, e l’aggiunta delle fiches (che aggiungono la componente d’azzardo) fornisce una maggiore profondità senza andare a discapito dell’immediatezza».

Storie di Ruolo: «E il comparto tecnologico?».

Simone Aces: «Beh, la tecnologia è importante, ma ancora di più è l’energia elettrica. Quello è l’elemento principale che ho usato come collante. L’utilità e le possibilità che fornisce dell’energia elettrica all’interno dell’ambientazione, unita all’estetica degli anni Venti, ci ha permesso di creare un supporto concreto per gestire la tecnologia: il cappello, il Brighat, che permette di avere un design elegante e leggero. Più che le tecnologie in sé, è il controllo della tecnologia ad essere importante per i personaggi giocanti. Considerate che tutti usano anche piccoli oggettini tecnologici connessi all’elettricità, quasi come monili religiosi. Tutto è ben visibile nel manuale, che ha anche un artbook alla fine dello stesso».

Storie di Ruolo: «Quale cosa differenzia un GM standard dal Conduttore di Heavy Sugar?».

Simone Aces: «Diciamo che in generale è come il ruolo di un classico Game Master, il nome è stato scelto più per estetica e atmosfera».

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Storie di Ruolo: «Ti prego, dimmi che Heavy Sugar è stato più semplice da sviluppare di Nameless!».

Simone Aces: «E’ stato senz’altro diverso. Aver già fatto un gioco di ruolo che va avanti da…».

Storie di Ruolo: «…quante espansioni?».

Simone Aces: «[conta, ndr] dunque… a Lucca è uscita la nona! Questo sì, si sente: l’esperienza di un gioco come Nameless Land, che prima di due anni e mezzo non è stato pubblicato, qui in sei mesi sono arrivato alla stampa. Certo, è stato un combattimento furioso, ma più semplice nello sviluppo grazie proprio al primogenito».

Storie di Ruolo: «E ora la domanda di rito: il futuro cosa ci riserba? Quali espansioni per Heavy Sugar e cosa vedremo a Modena Play 2019?».

Simone Aces: «A Modena Play ci saremo, sicuramente ci sarà la prima espansione che posso anticipare non sarà canonica: sarà un prodotto differente, però ci sarà! Sarà un materiale di gioco, diciamo, qualcosa di più caratteristica. Per quanto riguarda Nameless Land uscirà l’ultimo dei Diari che concluderà il ciclo narrativo di Namless — si dia il via ai Rumors!!».

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