Kickstarter: cos’è e come funziona

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Oggi voglio proporvi un altro articolo che unisce utile e dilettevole: una disamina di Kickstarter che passi da zero a cento in mille parole. Qualcosa che possa essere utile sia a chi non conosce questa piattaforma, e sta pensando di usarla per comprare un gioco da tavolo o di ruolo, sia a chi già la conosce e vorrebbe buttarsi a capofitto per sfruttarla al massimo. Prima di partire, ringrazio i colleghi di redazione Ivan e Vanessa, ma anche Tommaso De Benetti (The World Anvil) per l’ottimo editing e l’aiuto ai contenuti.

Pronti? Partiamo!

Kickstarter e Crowdfunding

Kickstarter è un sito di crowdfunding, letteralmente “finanziamento della folla”. Non è l’unico sito che propone questo servizio, ma è diventato così importante da prendersi letteralmente tutte le fette del mercato del crowdfunding del gaming e buona parte del tech — ancora rimangono interessanti siti paralleli come IndieGoGo, nato per finanziare progetti cinematografici, o MusicRaiser, dedicato a progetti di area musicale. Prima di addentrarci quindi nella storia dell’azienda americana, cosa significa crowdfunding?

Il termine indica un finanziamento collettivo, atto a raggiungere un certo scopo definito da chi richiede il finanziamento. Nella maggior parte dei casi, come anche per Kickstarter, all’atto di fare una donazione si riceve qualcosa in cambio: un attestato, un accesso esclusivo, il proprio nome da qualche parte oppure un prodotto vero e proprio. Tramite crowdfunding sono state realizzati parecchi progetti pubblici e politici: parte della campagna di Obama passò attraverso questo tipo di raccolta fondi, ma anche l’acquisto de Le Tre Grazie di Cranach o la ricostruzione del Polo Scientifico di Napoli.

Come vedremo, i progetti di crowdfunding su Kickstarter sono però unici nel loro genere, perché ridefiniscono il concetto stesso di produzione. Infatti, molti artisti, sviluppatori, autori e scrittori usano la piattaforma per raccogliere soldi al fine di… pubblicare o rilasciare un prodotto, di fatto oltrepassando quella che è la filiera classica e mantenendo il controllo creativo sulla propria creatura. Per tale motivo, quantomeno all’inizio della sua vita, Kickstarter era usato per produzioni indie, dove il termine sta proprio per “indipendenti”, e solo recentemente si è aperto anche a titoli più convenzionali, con case di produzioni vere e proprie che usano Kickstarter come strumento per finanziare i loro prodotti.

La storia della K verde

Quest’anno, il 28 aprile, Kickstarter ha compiuto dieci anni. È stato fondato nel 2009 da Perry Chen, Yancey Strickler e Charles Adler. All’epoca già esistevano diverse piattaforme di crowdfunding, per esempio Sellaband, antesignano di MusicRaiser, e il sito fu subito presentato dal New York Times come l’alternativa privata del servizio statale di sovvenzionamento per gli artisti. D’altronde Perry Chen, musicista di New Orleans, aveva ideato il sito proprio dopo un frustrante tentativo di metter in piedi un concerto nel 2002. Ci vollero ben sette anni prima di vedere la luce, leggasi “trovare i giusti finanziamenti”, ma Chen tenne duro.

 

Dungeon 6 Soulgivers Kickstarter Esempi Storie di Ruolo
I fondatori di Kickstarter nel 2010. Da sinistra, Charles Adler, Perry Chan e Yancey Strickler.

La differenza rispetto ad altri siti di crowdfunding era già all’epoca chiara: chiunque poteva “finanziare” un progetto proposto da un privato, ma anziché ricavarne una percentuale come nei classici finanziamenti, otteneva qualcosa di tangibile come un oggetto o un servizio. Per poter ricevere i soldi, coloro che presentavano il progetto dovevano dichiarare un goal (obiettivo), cioè una somma minima da raccogliere entro un certo lasso di tempo. Solo se l’obiettivo era raggiunto ai finanziatori veniva accreditata la donazione. Colui che proponeva il progetto e richiedeva il finanziamento non aveva obblighi contrattuali nel fornire quanto promesso ai finanziatori; al contempo, i finanziatori potevano denunciare il creatore di un progetto per truffa senza che Kickstarter proteggesse la persona. Questa cosa non è cambiata da allora.

La modalità di Kickstarter divenne subito familiare e funzionale, tant’è che già nel 2011 grossi progetti erano stati finanziati con la piattaforma — che aveva iniziato a incassare una percentuale su ogni progetto finanziato con successo e che attualmente è il 5%, più una percentuale variabile tra il 3% e il 5% aggiunta da Stripe, il servizio che gestisce la raccolta dei fondi del sito (dal 2015, prima era Amazon Payments).

Nel 2012 iniziarono a essere pubblicati i primi risultati del sito: al 22 agosto di quell’anno, ben 68.224 progetti. Il tasso di successo dei progetti era del 40%, per un totale di 275 milioni di dollari raccolti in tre anni (ricordiamo, solo da progetti finanziati con successo, se non si raggiunge l’obiettivo non c’è donazione). Nello stesso anno ci sono anche le prime campagne che superano il milione di dollari, tra cui il Pebble E-Paper Watch che è ancora oggi il secondo record di donazioni massime (oltre dieci milioni di dollari) dietro a Coolest Cooler del 2014 (che ha superato i tredici milioni di dollari).

Solo dal 2015 è possibile proporre progetti dall’Italia, tant’è che progetti antecedenti a quella data si appoggiavano a conoscenti che vivevano all’estero — perlopiù in USA o in Inghilterra.

Perché fare un Kickstarter?

Ammettiamo che stiate seguendo un gioco sui social e scopriate che sarà in Kickstarter. Per esempio, a Lucca 2019 ho visto con grande sorpresa un gioco italiano molto interessante, si chiama Soulgivers e arriverà su Kickstarter a Febbraio 2020; ma a Lucca è arrivato anche il prototipo di Dungeon 6, che aveva appena concluso il Kickstarter con grande successo.

Dungeon 6 Soulgivers Kickstarter Esempi Storie di Ruolo
A sinistra Dungeon 6, appena finito il Kickstarter. A destra, Soulgivers, che arriverà il prossimo anno.

Cosa mi aspetto da Kickstarter di questo tipo? Sicuramente di pre-acquistare il gioco mentre è ancora in produzione: sebbene ci siano prototipi, ciò che mi premia a prescindere deve essere la possibilità di sentirmi parte del progetto, più di un consumatore, quasi un membro dello staff produttivo. Ed è per questo che è importante che un Kickstarter premi qualsiasi backer (finanziatore) con il loro nome nel progetto. È un modo per sentire quel prodotto anche un po’ tuo.

Poi veniamo al lato più concreto. Voglio partecipare ad un Kickstarter per due motivi, che non si escludono a vicenda: essere tra i primi ad avere il prodotto accedere a delle esclusive. Infatti, il 99% dei Kickstarter che ho visto hanno sempre almeno una di queste due componenti. Di solito il prodotto protagonista del Kickstarter, che arriverà sul mercato e sarà venduto sui canali tradizionali solo dopo la fine ella campagna, vene presentato con un prezzo e dei contenuti aggiuntivi esclusivi per il Kickstarter (e non più disponibili in seguito).

Il prezzo a cui pre-ordinare l’oggetto della campagna dipende da voi, da quanto siete disposti a spendere: più aumenterete il prezzo, più vi porterete a casa esclusive succulente. A lato della pagina del progetto, come vedremo, sono presentati una serie di box che vanno dal “pacchetto” meno costo al più costoso. Questi sono detti impropriamente Pledge (impegnarsi o prometere, in italiano “contributo”) perché presentano questo nome al loro interno nel sito in inglese, anche se il pledge vero e proprio è l’ammontare di soldi che il backer decide di offrire al progetto. A seconda del vostro livello di Pledge, pagherete una cifra e otterrete l’oggetto e le esclusive corrispondenti.

Schermata Progetto Kickstarter Standard Storie di Ruolo

Ad esempio, in Dungeon 6 solo chi ha fatto il Kickstarter (o chi fa il preordine entro marzo) e solo un certo tipo di Pledge riceverà l’espansione in scatola. Quei contenuti non saranno più stampati. In altri progetti, invece, quei prodotti secondari potrebbero essere disponibili al grande pubblico, ma in formato ridotto oppure molto più avanti nel tempo o ancora con una veste grafica e/o componenti materiali di inferiore qualità.

Inoltre, partecipando ad un Kickstarter è spesso possibile sbloccare collettivamente degli obiettivi supplementari, chiamati Stretch Goal. Queste cifre di denaro sono superiori al goal iniziale e, se raggiunte, migliorano la qualità e i contenuti del prodotto e/o delle sue esclusive.

Insomma, Kickstarter è sia un trampolino di lancio che uno strumento per ottenere esclusive e contribuire al mercato stesso.

Come si partecipa ad un Kickstarter?

Veniamo ora al lato pratico: ammettiamo che abbiate trovato un progetto interessante sui social, cliccate e finite su Kickstarter. Come usarlo? A cosa bisogna fare attenzione? Come si presenta un progetto? Ecco qualche risposta per chi non conosce la piattaforma.

Le Basi

Kickstarter funziona così: un progetto viene presentato al pubblico tramite una pagina sul sito. Questa pagina presenta l’obiettivo monetario da raggiungere, il cui valore varia a seconda del tipo di progetto, e un numero di giorni entro cui deve essere raggiunta.

Per vincere questa sfida, il fondatore del progetto presentato propone delle ricompense acquistabili tramite i pledge, ognuno dei quali ha un costo e promette un certo prodotto o servizio. I pledge vengono presentati a destra del progetto, in ordine crescente: più si sale di costo, più alta la ricompensa. Tendenzialmente, quasi tutti i pledge contengono la possibilità di vedere il proprio nome aggiunto alla lista dei backer, cioè dei finanziatori del progetto.

Tutte le informazioni basilari sono recuperabili dalla “testata” del progetto, che include anche una video presentazione, pulsanti per condividere e salvare il progetto tra i preferiti, più alcune icone che indicano categoria e location — in questo spazio, sotto al video, può comparire anche il badge dello staff’s choice, che indica un progetto valutato positivamente dallo staff (ne parleremo più avanti).

Kickstarter Storie di Ruolo Progetto Basic Info

Notate come in basso, sotto al Promemoria, sia indicato “Tutto o niente”: questo indica che il crowdfunding segue la linea più standard e dura, cioè quella che prevede che il creatore del progetto riceva i soldi solo se raggiunge il goal in un certo lasso di tempo. Altri siti prevedono anche la possibilità che un progetto riceva fondi a prescindere dal raggiungimento del goal. 

La Pagina del Progetto

La pagina di un progetto Kickstarter si compone di una “testata”, che abbiamo appena visto, e una “pancia” (termini super-tecnici), quest’ultima divisa in cinque sezioni:

  • Campagna, che presenta e descrive l’intero progetto nel dettaglio;
  • FAQ, la classica pagina di disambiguazioni da non sottovalutare;
  • Aggiornamenti, dove trovate post del creatore del progetto che vi aggiorna su come va la campagna;
  • Commenti degli utenti al progetto stesso;
  • Community, una pagina di dati sui backers, divisi per nazionalità, new backerreturning backer.

Concentrandoci sulla voce “Campagna”, potete notare come sia semplice e intuitiva come quella di un blog: a sinistra c’è il testo del progetto con tutte le informazioni utili, a destra trovate subito in alto il profilo del creatore completo di avatar e descrizione, più il “widget” che permette di offrire una donazione libera: questa equivale alla donazione più classica, in cui si fornisce un ammontare di soldi senza ritorno fisico o economico.

Kickstarter Storie di Ruolo Progetto Campagna

Sotto a “Sostieni”, a lato della descrizione del progetto, possiamo notare gli ormai famigerati pledge, organizzati dal più economico al più costoso. Ogni Pledge ha una struttura simile alle altre, ciò che cambia è solo il contenuto. In alto abbiamo il valore del contributo, cioè quanto costa questo Pledge, poi un nome che spesso contiene anche indicazioni utili da sapere, una descrizione e un elenco puntato di cosa include il pledge.

Concludono il box del Pledge una consegna stimata e un luogo di spedizione: la consegna è sempre una stima, perché ogni progetto ha sempre la possibilità non solo di fallire la raccolta di soldi, ma spesso anche di fallire la delivery, vale a dire di non riuscire a consegnare il prodotto per tempo o non consegnarlo affatto. Per questo è necessario seguire gli aggiornamenti del progetto, che vengono inviati sia sulla piattaforma che tramite email.

Ogni Pledge ha poi un contatore del numero di backer che l’hanno scelto. Alcuni Pledge avranno anche una scritta in rosso, che può indicare un limite di backer oppure un limite di tempo. Questi Pledge sono come le esclusive dei negozi, diciamo: servono ad ottenere molti sostenitori in poco tempo, perché prima o poi finiranno. Per questo sono detti Early Bird (“uccello mattiniero”). Ma come mai un sostenitore vorrebbe rientrare in questi Pledge ad esaurimento? Di solito per due motivi: o perché hanno uno sconto maggiore sul prezzo finale oppure perché contengono delle esclusive.

Kickstarter Storie di Ruiolo Progetto Pledge

Partecipare ad un Kickstarter, cioè “Pledgiare” un progetto

Arrivati fin qui vi chiederete forse come fare a partecipare ad un progetto! È semplicissimo. Vi iscrivete sul sito, sistemando anche le vostre opzioni di pagamento. Non c’è PayPal tra le opzioni, ma è semplice aggiungere una carta di credito o di debito. Fatto ciò, cercate il vostro progetto sul sito, leggendo bene sia la pagina Campagna, sia le FAQ. Date un occhio anche alla zona Rischi & Sfide, in fondo alla Campagna: qui di solito si scrivono testi brevi e superficiali, ma è un buon modo per capire la validità di un progetto.

Prima di fare Pledge, ricordate:

  • se un progetto non raggiunge il goal, non vi verranno prelevati i soldi;
  • i soldi vi verranno prelevati al termine dei giorni indicati dal progetto;
  • c’è sempre il rischio che il progetto riceva fondi, ma non consegni il prodotto — ma c’è sempre per voi la possibilità di fare rivalsa sul creatore, per quanto sia difficile. C’è anche da dire che recentemente, molti progetti con anni di ritardo sono poi riusciti a consegnare qualcosa ai propri sostenitori.

Valutati bene questi punti, siete pronti per fare Pledge! Cliccate sull’importo che desiderate oppure sul bottone “Sostieni questo progetto”, dopodiché selezionate la carta di credito e cliccate su “X” e verrete reindirizzati ad una pagina in cui poter condividere l’entusiasmo di aver “backato” (o sostenuto) il progetto! 😀

Stretch Goal e Add-On del Progetto

Quanto agli Stretch Goal, non c’è un modo univoco per orientarvi. In molti progetti i Pledge contengono anche gli Stretch Goal eventualmente sbloccati e lo segnalano con la dicitura “all Stretch Goal” o “tutti gli Stretch Goal“. In altri, invece, dovrete andare a leggere nel corpo della Campagna la voce relativa, per capire se si possono applicare tutti al Pledge che avete scelto oppure solo alcuni. Ci sono progetti, specialmente dell’area gioco da tavolo, che forniscono comode tabelle di riferimento di quale ricompensa potete ricevere con una data cifra. È anche possibile che ci siano dei Social Stretch Goal, che non vengono sbloccati al raggiungimento di una cifra monetaria, ma quando si ottengono un certo numero di punteggi social: 100 follower su Facebook, 200 tweet con un certo hashtag, 300 foto di fan mentre giocano, eccetera.

Caso diverso sono gli add-ondei prodotti collaterali che potete aggiungere ad un vostro Pledge pagandone il rispettivo costo. Nei progetti di GDR gli add-on sono perlopiù gadget (dadi, miniature, fiches, soundtracks), ma possono anche essere prodotti dal catalogo dell’editore oppure contenuti extra. Per poter ottenere un add-on al momento del Pledge è necessario modificare il prezzo del Pledge e aggiungere il costo dell’add-on. Ad esempio, se avete fatto un Pledge di 30€ per un manuale e volete anche i dadi a 12€, dovrete aggiungere quella cifra al Pledge tramite l’apposito pulsante “Modifica contributo”.

Glossario di Kickstarter

Add-On — “aggiunta”, ovvero prodotto extra che viene aggiunto al Pledge aumentando la donazione manualmente.
Aggiornamenti — sezione della pagina del Kickstarter dove l’autore del progetto aggiorna sulla Campagna e sulla realizzazione.
Backer — chi partecipa ad un Kickstarter.
Badge — un “adesivo virtuale” apposto su un Kickstarter per segnalarne la qualità (ad esempio, “Funded in 24h” o “Staff’s Choice”).
Campagna — sezione della pagina del Kickstarter dove si racconta come si pensa di finanziare e realizzare il progetto.
Commenti — sezione libera per gli utenti/backer, dove postare commenti alla campagna.
Community — sezione della pagina del Kickstarter che raccoglie dati sui backer (nazionalità, città, nuovi su Kickstarter…).
Consegna Stimata — la sezione del Pledge dove viene indicata la data “ipotetica” in cui i backer potranno ricevere il progetto.
Contributo senza Ricompensa — un Pledge monetario senza ottenere un ritorno, cioè una donazione classica.
Crowdfunding — “finanziamento della folla”, privati cittadini donano soldi ad un progetto per vederlo realizzato.
Early Bird — un Pledge a limite di tempo o backer e che vuole premiare i primi e più fedeli fan del progetto con sconti o esclusive.
FAQ — la sezione della pagina del Kickstarter dove sono raccolte le domande più frequenti sul progetto.
Giorni alla fine — il tempo ancora disponibile per partecipare al progetto e “pledgiare”.
Goal/Obiettivo — la cifra minima da raggiungere per poter produrre il progetto. Se non è raggiunta, il progetto fallisce e i soldi dei backer NON vengono prelevati.
Pledge/Pledgiare — “promessa”. Uno dei prodotti/servizi che puoi prenotare nel progetto per contribuire a realizzarlo. Donando un certo ammontare di soldi si ottiene accesso a certi contenuti che riceverai entro una “consegna stimata”.
Profilo Kickstarter — un profilo “social”, interno a Kickstarter, che contiene le informazioni del creatore del progetto.
Progetto — cosa vuoi finanziare su Kickstarter.
Quantità Limitata — indica un Pledge disponibile solo per un certo numero limitato di Backer. Può essere un Early Bird (vai alla voce) oppure un Pledge con contenuti fisici costosi e/o difficili da recuperare, pertanto limitati.
Rischi & Sfide — sezione della Campagna dove si dovrebbero indicare i rischi nel partecipare al progetto e le sfide da superare.
Social Stretch Goal — un traguardo aggiuntivo sbloccato con punteggi dei social (followers, post, hashtag, eccetera).
Stretch Goal — traguardi aggiuntivi rispetto al Goal/Obiettivo che, se sbloccati, aumentano le qualità o la quantità dei Pledge.

Kickstarter: un roseo futuro?

Per ora Kickstarter è rimasto nell’olimpo dei siti di crowdfunding per tecnologia e giochi e il futuro si prospetta roseo, nonostante le recenti diatribe sul trattamento dei suoi dipendenti che hanno creato un proprio sindacato, il Kickstarter Union (chiedendo anche di non boicottare l’azienda, ma di sostenere direttamente il sindacato se sensibili sull’argomento). Vedremo dove ci porterà il futuro… e il prossimo articolo, che ci parlerà di come creare un progetto Kickstarter! 😀

2 commenti su “Kickstarter: cos’è e come funziona

  1. A me di solito non piace Kickstarter perché è principalmente americano: le sue pagine sono in lingua americana (e quelle italiane sono “da altre parti”), l’ammontare delle cifre è in dollari (con doppia perdita di conversione) e, se non è cambiata ultimamente, la sua politica sulla privacy fa cagare… Preferisco altre piattaforme tipo Ulule.
    L’articolo è tuttavia interessante e non vedo l’ora di leggerne il seguito 🙂

    Ciao 🙂

    1. Ciao carissimo e grazie come sempre del commento! 😀
      Fortunatamente per noi sul punto linguistico qualcosa si muove: ora si possono impostare le campagne in modo tale che compaia quasi tutto in italiano e l’ammontare delle cifre è quasi sempre convertito in Euro, c’è proprio la conversione automatica. Ho partecipato a numerose campagne recenti con questo sistema, c’è anche un simbolino in alto che salta fuori per indicarti la conversione!
      Sulla politica delle privacy non so nulla quindi non mi esprimo.
      Il problema maggiore di piattaforme come Ulule e IndieGoGo è che sono poco performanti per progetti di tipo ludico (tabletop e videogame), ma sembrano essere utili per progetti di altra natura —so che IndieGoGo è gettonato per la musica! 😀

      A presto con nuovi articoli su Kickstarter! 😀

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